Dopo aver osservato per alcuni anni la politica italiana, sinceramente non riesco a capire se sia meglio la classe politica di centrodestra o quella di centrosinistra.
Abbiamo, per esempio, una legge elettorale che toglie a noi elettori la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti, che vengono invece nominati dalle segreterie dei partiti: addebito questa scelta al centrodestra che ha promosso e votato quella legge, ma poi il centrosinistra nei suoi due anni di governo non l’ha modificata. Eppure bastava una “leggina” con un solo articolo per ripristinare la legge precedente (“mattarellum”) e ridare a noi cittadini un diritto democratico essenziale.
Un ultimo esempio. Nei recenti campionati europei la nostra nazionale di calcio è stata eliminata, ma l’unica colpa del commissario Donadoni (che ha dimostrato buone capacità professionali) è stata quella di aver perso, per infortunio, il giocatore tecnicamente più importante e più rappresentativo della squadra: comunque sia, a seguito di ciò, al suo posto è stato richiamato Lippi. La ragione effettiva del cambiamento è che Lippi fa parte dell’establishment e quindi doveva essere recuperato, mentre Donadoni – come i nostri figli – è destinato a non avere alcuna certezza nel futuro, anche se il suo lavoro viene svolto con dedizione, scrupolo e buoni risultati.
La banalità degli esempi, non deve distrarci dalla realtà che stiamo vivendo, perchè mentre ci facciamo chiudere in inutili schieramenti di parte (comunisti o anticomunisti, fascisti o anti, cattolici o no), la classe politica - a nostre spese - gestisce un Paese a beneficio dei suoi apparati, dei suoi amici e degli amici degli amici, lasciando per contro la gran parte dei cittadini in grosse difficoltà economiche, sociali e di convivenza civile.
Riterrei quindi opportuno riflettere su alcune tematiche, per poter, con il vostro aiuto, prendere coscienza dei fatti che ci circondono.
Buon viaggio.